Atto 2 · 04 · Task oriented bias

Troppa informazione

Ogni secondo ti arrivano milioni di bit. Per sopravvivere il cervello ne scarta quasi tutti, e tiene soprattutto ciò che conferma quello che già pensi.

🔦 Sei al buio con una torcia: non illumini tutto, ma punti dove ti aspetti di trovare qualcosa. Così finisci per vedere conferme ovunque, mentre le smentite restano nell'ombra.
Provalo Indovina la regola

Ho in mente una regola per sequenze di tre numeri. Questa la rispetta: 2 → 4 → 6. Proponi le tue sequenze: ti dico solo (rispetta la regola) o no. Quando pensi di averla, svelala.

Suggerimento scomodo: per scoprire una regola conviene provare a romperla, non a confermarla.

Quasi tutti propongono 8-10-12 o 20-40-60, sequenze che confermano l'idea «+2» o «crescente». Ricevono tanti e si convincono; ma raccogliere conferme non dimostra niente, perché per scoprire la regola bisognava provare a sbagliare, con sequenze come 3-2-1 o 1-2-99, e guardare quando arriva il no.

Questo è il bias di conferma: cerchiamo le prove a favore e ignoriamo quelle contro. Online il meccanismo è amplificato all'estremo, perché l'algoritmo ti serve proprio ciò che già pensi.

Come ricorda Bronner, verificare non è cercare conferme: è andare a caccia dell'obiezione migliore alla propria idea, per vedere se regge.
Il punto. Filtrata l'informazione, resta sempre qualche buco. E il cervello li riempie da solo, inventando un senso. Prossimo passo: cosa succede quando i dati non bastano.