Non aver paura della tecnologia: abbi paura di ciò che accade quando chi la usa ignora come è fatta lei, e come siamo fatti noi.
Hai visto come funziona l'AI, e hai visto come funzioni tu: qui le due strade si incontrano. Otto domande per imparare a capire la tecnologia invece di subirla, e per restare ancorati alla realtà mentre tutto, intorno, cambia.
Era già nelle nostre vite molto prima di ChatGPT: la chiamavamo «algoritmi». E in cinese non si dice «artificiale», ma intelligenza fatta dall'uomo: una parola che cambia lo sguardo.
Leggi →L'allucinazione dell'AI è la confabulazione del cervello: messi davanti a un vuoto, entrambi inventano qualcosa di plausibile. E la sicofanzia, quel «sì» troppo facile, non è ancora verità.
Leggi →L'AI si pilota col prompt, il cervello coi bias. E l'algoritmo lo subiamo, oppure impariamo a «cracchiarlo»? L'algospeak come piccolo atto di libertà.
Leggi →Diventi ciò a cui ti esponi, perché il pensiero si nutre di quello che legge. Il doomscrolling è dopamina costruita apposta sul tuo confirmation bias; e il social può nutrirti o intossicarti, a seconda di chi tiene il volante.
Leggi →Il punto in cui i due viaggi si incontrano: l'AI che sfrutta i nostri bias su scala industriale. È qui che la macchina che predice incontra la macchina ingannabile.
Leggi →Il cuore della sezione: come adattarsi a ciò che la tecnologia rende possibile senza perdere l'ancora alla realtà, continuando a emanciparci invece di subire.
Leggi →La stessa parola, due sentimenti opposti: «artificiale», che sa di alieno, o 人工 «fatta dall'uomo», che la rende nostra. La tecnodiversità di Yuk Hui: il nostro modo di pensare la macchina è una scelta, non un destino.
Leggi →La sintesi di tutto: AI literacy e media literacy, pre-bunking, e l'abitudine ad allenare la struttura del problema invece della singola risposta. Il metodo resta quello di sempre: Pensa, Rifletti, Chiedi. Lead the loop.
Leggi →brAIn literacy nasce dall'incontro di due percorsi: come funziona l'AI e come funzioni tu. Se per strada te ne sei perso uno, questo è il momento di tornare indietro e chiudere il cerchio.