L'aula interattiva che i tuoi allievi già conoscono, come i giochi a quiz che girano su ogni classe, ma senza Internet, senza account e con l'AI svizzera. Il computer del docente diventa il server: quiz, mappe e materiali condivisi con un QR. Per la classe intera o per il singolo.
Gli strumenti interattivi d'aula (i quiz a squadre, le lavagne condivise, i materiali da distribuire al volo) funzionano, e i docenti li amano. Ma quasi tutti vivono nel cloud: chiedono account, connessione stabile, e mandano i dati degli allievi su piattaforme lontane, spesso fuori dall'Europa. MappAI Edizione Classe prende quelle stesse dinamiche e le riscrive con un principio diverso: tutto succede in aula. Il server è il computer del docente, gli studenti entrano con un QR, e niente esce dalla stanza.
Non è una funzione in più, ma un modo di lavorare pensato per la scuola reale, con i suoi vincoli di rete, di privacy e di allievi diversi tra loro. Quattro impegni lo tengono in piedi.
Quiz, mappe e materiali condivisi con un QR: la classe costruisce e risponde in tempo reale, come negli strumenti a squadre che già conosci.
Nessun cloud, nessun account: il server è il PC del docente. Funziona anche senza Internet, e i dati degli allievi non lasciano l'aula.
Per generare ed esercitare puoi usare Infomaniak, provider svizzero: l'AI resta su server collocati in Svizzera, in linea con le norme svizzere.
Voci audio per i DSA, testi tarati sulla classe, valutazione individualizzata: per la classe intera o per un allievo alla volta.
Dare ai docenti e agli allievi quello che già conoscono, ma fatto meglio, più sicuro, e con strumenti AI in regola con le normative svizzere.
L'idea la conoscono tutti: alla LIM compare un codice, gli studenti lo inquadrano con il telefono, e parte un'attività di classe in tempo reale. MappAI adotta esattamente questa dinamica, familiare, immediata, senza istruzioni, ma cambia ciò che c'è dietro. Non c'è nessun servizio esterno: dal computer del docente parte un server sulla rete locale (il Wi-Fi dell'aula, o un semplice hotspot dal telefono), e il QR punta a quello. Gli studenti entrano dal browser, senza scaricare nulla e senza registrarsi.
È safety by design: la sicurezza non è una casella da spuntare, ma una conseguenza dell'architettura. Se i dati non partono per il cloud, non c'è un cloud da proteggere. Se non servono account, non ci sono credenziali da custodire. E se l'app si chiude per sbaglio, la sessione riprende da dove era, con lo stesso QR.
Il QR proiettato alla LIM e, accanto, la dashboard che mostra chi si è già collegato, tutto servito dal computer del docente.
Tutte le attività partono dalla stessa mappa dell'argomento e dallo stesso QR. Il docente sceglie l'attività, la classe entra, e si lavora: insieme sullo stesso schermo grande, o ciascuno dal proprio dispositivo.
Vero/falso, scelta multipla, cloze o domande scritte da te. Le puoi comporre a mano o farle estrarre dall'AI dalle schede della mappa. Gli allievi rispondono dal telefono, tu segui tutto dalla dashboard.
Lanci un concetto al centro; i gruppi aggiungono nodi dal browser e li collegano con parole chiave. Accendi e spegni i livelli come lucidi, ed esporti tutto come vera mappa MappAI riutilizzabile.
Pubblichi dispense, sintesi, fogli di lavoro; gli allievi li scaricano inquadrando il QR, senza login. Fine delle chiavette e delle mail alla classe.
L'allievo dialoga con un tutor AI sull'argomento, entro un tetto di scambi che decidi tu, poi redige e consegna un testo suo. Un esercizio supervisionato, non una scorciatoia.
La linea del tempo diventa esercizio: gli allievi collocano le date, o le scoprono dalle fonti e te le propongono, con proiezione alla LIM che cresce in diretta.
Ogni sessione è salvata sul disco del docente e a prova di imprevisto: se qualcosa va storto, si riparte con lo stesso QR, senza perdere le risposte già date.
La dashboard del quiz in tempo reale: risposte che arrivano, progressi per studente, tempo residuo.
La lavagna che cresce a più mani: nodi dei gruppi, livelli sovrapposti come lucidi, collegamenti con parole chiave.
La preparazione delle domande è di solito la parte più noiosa, e MappAI la dimezza. Ogni concetto della mappa porta con sé una scheda didattica: una descrizione densa e fedele alla fonte, che è già il materiale su cui lo studente lavora. Da quelle schede l'AI ricava domande vere, con opzioni plausibili e spiegazione, in pochi secondi, su tutta la mappa o su un solo ramo.
Ma il controllo resta al docente. Puoi scrivere tu le domande, correggere quelle generate, sceglierne il tipo (vero/falso, scelta multipla, cloze) e mescolarle. Niente banche di quiz standard scollegate dal tuo argomento: le domande nascono dal contenuto che hai preparato per quella classe, e restano coerenti con esso.
La composizione di una sessione di quiz: domande estratte dalle schede, tipo e quantità a scelta, editor per correggerle o aggiungerne di proprie.
L'intelligenza artificiale entra dove serve (generare mappe, comporre domande, accompagnare un esercizio di scrittura) e resta sotto il controllo del docente. Nell'attività «Chatta e Scrivi», per esempio, sei tu a fissare l'argomento, il tono del tutor e il numero massimo di scambi; l'allievo esplora dialogando, ma poi deve produrre un testo suo. Il report finale ti mostra il testo e la trascrizione della conversazione: vedi il processo, non solo il prodotto, e riconosci subito chi ha consegnato senza aver mai davvero lavorato.
Sul piano dei dati, la scelta è del docente. Per la generazione puoi usare Infomaniak, provider svizzero: così l'AI gira su server collocati in Svizzera, in linea con le esigenze di protezione dei dati delle scuole svizzere. La chiave API resta sul computer del docente e non arriva mai ai telefoni degli studenti, che nelle sessioni live non toccano né l'AI né le credenziali.
Con Infomaniak la generazione resta su server collocati in Svizzera, coerente con le norme svizzere sui dati.
Il docente fissa argomento, tono e tetto di scambi. L'AI accompagna, non sostituisce: lo studente produce e consegna.
Le credenziali AI restano sul PC del docente. Gli allievi, in aula, non toccano mai l'AI né le chiavi.
L'esercizio «Chatta e Scrivi» dal lato del docente: argomento assegnato, tetto di scambi, e il report con testo e trascrizione affiancati.
Un'attività di classe ha senso se poi ti dice qualcosa di ogni allievo, uno per uno. Alla chiusura di una sessione live MappAI genera due report stampabili, salvati in una cartella datata sul computer del docente, che rovesciano la classica correzione a mano.
La mappa di calore della classe: per ogni domanda, quanti hanno risposto bene, male, in bianco. Si vede a colpo d'occhio quale concetto non è passato, e la lezione dopo parte da lì.
Una scheda per allievo: precisione, fluenza (velocità di risposta), punti forti e deboli raggruppati per area della mappa. Le risposte in bianco contate a parte, perché «non so» e «sbaglio» sono cose diverse.
C'è di più dietro le quinte: lo studio sulla mappa alimenta un indice di padronanza per concetto, che tiene conto sia dell'accuratezza sia della prontezza del richiamo, e adatta gli esercizi successivi ai punti deboli di ciascuno. Il ripasso programmato si tara sulla padronanza reale, prima ciò che vacilla, più tardi ciò che tiene, invece di seguire un calendario cieco.
I due report affiancati: la mappa di calore per domanda e la scheda per studente, pronte da stampare o archiviare.
Le classi si creano una volta e si riusano. A scuola le identità sono un problema di privacy, e MappAI lo risolve alla radice: le credenziali sono coppie emoji + numero, generate dall'app e stampabili su un foglio pronto da ritagliare. Lo studente al login sceglie la classe, tocca la sua emoji e digita il numero. Nessun nome, nessuna email, nessuna password.
Ma la classe non è solo un elenco: è un contesto che tara l'AI. A ogni classe puoi legare il grado scolastico, il registro linguistico (semplice, medio o ricco) e note libere: presenza di allievi BES/DSA, background linguistico, esigenze particolari. Quando quella classe è attiva, tutta la generazione (mappe, descrizioni, quiz, tutor) adatta come si esprime a quel profilo, restando fedele ai contenuti. La stessa mappa, per una seconda media con studenti DSA o per una quarta liceo, esce con lessico e densità diversi. Lo imposti una volta; l'app lo ricorda a ogni generazione, e un interruttore nell'intestazione mostra sempre quale classe è attiva.
Il foglio delle credenziali emoji+numero, pronto da stampare e ritagliare per la classe.
Il pannello di taratura di una classe (grado, registro linguistico e note del docente) con l'interruttore della classe attiva.
Per uno studente con dislessia la descrizione di un concetto è il materiale di studio, e poterla ascoltare cambia tutto. MappAI legge ad alta voce nodi, schede, sintesi e conversazioni con voci audio ottimizzate per i DSA: naturali, con evidenziazione del testo mentre scorre, velocità regolabile, così che leggere e ascoltare procedano insieme. Le sintesi con lettore integrato si possono anche condividere con la classe via QR, così ognuno le riascolta dal proprio dispositivo.
L'accessibilità non si ferma all'audio: font ad alta leggibilità per la dislessia, tema ad alto contrasto per l'ipovisione, lente d'ingrandimento e vista ad albero per non perdersi. Non aggiunte cosmetiche, ma più porte d'ingresso allo stesso contenuto.
Il lettore audio su una scheda: voce naturale, testo evidenziato mentre scorre, controlli di velocità e condivisione via QR.
Lo stesso strumento serve due situazioni diverse. In plenaria, il QR accende un'attività per tutti, con dashboard e report di classe. In individuale, la stessa mappa diventa il materiale di lavoro di un allievo alla volta (allo Studio attivo, con il tutor, con le voci audio) sul suo dispositivo o accanto al docente. E parla a due figure diverse della scuola.
La classe intera, la materia, la verifica
Prepara il materiale una volta e lo riusa; porta in aula un'attività interattiva in pochi minuti; legge in un colpo d'occhio chi ha capito cosa.
Il singolo allievo, l'inclusione, il processo
Lavora fianco a fianco con un allievo o un piccolo gruppo, con strumenti pensati per chi fatica e una restituzione sul modo di lavorare, non solo sul voto.
Non un'informativa da firmare, ma scelte di architettura: la privacy in MappAI non dipende dalle promesse di un fornitore, perché i dati non arrivano mai a un fornitore.
| Chi | Cosa serve |
|---|---|
| Docente | Un computer (macOS, Windows o Linux) con MappAI installato e una chiave API per la generazione AI (Infomaniak per restare su server in Svizzera, oppure Google). |
| Aula | Una rete Wi-Fi comune (quella della scuola o un hotspot dal telefono del docente) e una LIM o un proiettore per mostrare il QR. |
| Studenti | Qualunque dispositivo con un browser: tablet, telefono, Chromebook, PC. Nessuna installazione, nessuna registrazione. |
Il flusso di una lezione tipo
Quella dell'argomento del giorno, o generala dalle tue fonti in pochi minuti.
Quiz, lavagna, materiali, Chatta e Scrivi o timeline. Seleziona la classe.
Gli studenti inquadrano ed entrano con emoji e numero. Niente da installare.
Tu segui la dashboard in tempo reale: chi è dentro, chi ha finito, come procede.
Per domanda e per studente, pronti da stampare. La prossima lezione parte da lì.
| Gli strumenti d'aula di solito | MappAI Edizione Classe |
|---|---|
| Vivono nel cloud, chiedono connessione stabile | Girano sul PC del docente, anche senza Internet. |
| Account e dati degli allievi su piattaforme terze | Account anonimi emoji+numero, dati che non lasciano l'aula. |
| Quiz da banche standard o da preparare a mano | Domande estratte dalle schede della tua mappa, o scritte da te. |
| Brainstorming alla lavagna che si cancella | Mappe condivise che diventano vere mappe MappAI riutilizzabili. |
| Un voto sul prodotto finale | Report per domanda e per studente, valutazione individualizzata. |
| AI generica, provenienza dei dati incerta | AI svizzera (Infomaniak) a scelta, supervisionata dal docente. |
| Uguale per tutti | Tarata sulla classe, con voci audio e accessibilità per i DSA. |
MappAI è un progetto nato dal lavoro di un docente per la scuola reale. Se insegni, segui l'inclusione o dirigi un istituto e vuoi una demo o un pilota in classe, scrivimi.